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"Ma che me fai fa'..."
Di Tracca (del 15/06/2006 @ 14:37:03, in Le Trackulenze, linkato 679 volte)
Domenica scorsa, a Torino, ho assistito ad una partita di calcio che, nel suo piccolo, ha rappresentato un momento storico per tutti i tifosi granata sparsi in Italia e nel mondo: la promozione in Serie A del Toro, ad appena 9 mesi dalla scomparsa del Torino Calcio 1906 e la nascita del Torino FC guidato da Urbano Cairo.
 
Per me, tifoso del Toro da sempre, è stata un’emozione calcistica meravigliosa e devastante. Non ho mai urlato tanto in vita mia per una vittoria della squadra granata; al terzo gol, segnato da Davide Nicola nel primo tempo supplementare, le urla si sono spente in rantoli afoni che hanno spaventato la povera Alessandra che era al mio fianco e mai mi aveva visto ridotto così per una partita di calcio.
 
Nella mia vita c’è stata solo un’altra emozione calcistica paragonabile a quella di domenica scorsa: ancora un terzo gol del Toro, ma stavolta in un derby, quello del 27 marzo 1983. Al 70’ il Toro perdeva 2-0, al 74’ vinceva 3-2. Avevo 14 anni e ricordo ancora le mie grida e le corse folli tra la mia camera e la terrazza di casa, sotto gli occhi esterrefatti di mia madre...
 
Domenica sera, alla fine della partita, tutto il rituale del festeggiamento; la passeggiata sul prato del Delle Alpi, i caroselli di auto strombazzanti, il passaggio deferente alle rovine dello Stadio Filadelfia e poi i cori di giubilo (e quelli antijuventini, ça va sans dire) in Piazza San Carlo e Via Roma nel cuore di Torino.
 
Mai fatto nulla del genere in vita mia, eppure questa vittoria, questa promozione, vale per un tifoso del Toro quanto uno scudetto: ad agosto il Toro non esisteva più, oggi è in Serie A.
 
Nel cuore della notte, in Via Roma piena di gente, bandiere, sciarpe e magliette granata, Alessandra, il cui cuore è rigorosamente giallorosso, si è fermata all’improvviso, s’è girata verso di me e con un’espressione dolcissima mi ha detto: “Ma che me fai fa’...”. Io, colto di sorpresa, non ho saputo cosa rispondere. Poi s’è voltata, anche lei in maglia granata, e ha ripreso a saltellare con gioia gridando: chinonsaltabianconeroè-è...